domenica 23 giugno 2013

“Sono orgogliosa di cantare per don Gallo al FuoriOrario”

Mi aspetterai perché il tempo
non inganna”, canta Malika
Ayane passeggiando in una
coloratissima e allegra cam-pagna nel videoclip di uno
degli ultimi successi. Ma l’a t-tesa per il concertone della fe-sta del  Fatto Quotidiano al mi-tico circolo Arci Fuori Orario
(Taneto di Gattatico, provin-cia di Reggio Emilia) sta per
finire. Domenica, a partire
dalle 18 – presentati da Vic-toria Cabello, con il contri-buto di Rossella Brescia, Alba
Parietti, Vauro e Moni Ova-dia – si alterneranno sul pal-co, con la loro musica, Ban-dabardò, Cisco, Flerida, Irene
Grandi, Marlene Kuntz, Fa-brizio Moro, Motel Connec-tion, Nomadi. E gli Ostinati e
contrari Zena, la band nata
dalla Comunità san Benedet-to al porto di Genova, da po-chi giorni orfana di don An-drea Gallo, a cui andrà il ri-cavato del concertone. La se-rata sarà impreziosita dalla
straordinaria voce di Malika
Ayane, 29 anni, ma già una
delle più importanti interpre-ti della musica italiana, in
questo momento impegnata
nel “Ricreazione tour” (a giu-gno a Milano il 26, a Torino il
28 e a Senigallia il 29). Ma
domenica prossima, per don
Gallo, non mancherà al con-certone al Fuori Orario: “S o-no orgogliosa di poter essere
sul vostro palco”.
“Il colore di questa voce è un
arancione scuro che sa di
spezia amara e rara”. Quale
migliore presentazione, so-prattutto perché firmata Pao-lo Conte. Ti ritrovi in questa
definizione di te?
Più passa il tempo più mi ren-do conto che l’attenzione che
Paolo ha messo sulla mia vo-ce è equivalente alla certifi-cazione di un vino prezioso.
Spesso chi non conosce la
mia musica mi apprezza sulla
fiducia grazie alle sue paro-le... Per me, il solo fatto che il
Maestro abbia creduto in me,
prima degli altri, vale più di
un Grammy.
Sei al terzo album della tua
carriera. La conferma di un
successo strepitoso che ti ha
travolto fin da subito. Perché
il  titolo  è  “R i c re a z i o n e”?
“Ricreazione” è un titolo scel-to per l’ambivalenza della pa-rola. Si tratta di riprendere in
mano quello che ho imparato
negli anni dei primi album e
tenerne il giusto per iniziare
una nuova fase. Contempo-raneamente, una volta con-sapevole del fatto che il mer-cato è in pezzi, quello che re-sta è la libertà di fare un disco
divertendosi, mettendo in
primo piano il proprio gusto  il divertimento, fondamen-tali per dare qualche emozio-ne a chi lo ascolterà.
“Il tempo non inganna” è for-se la canzone simbolo del di-sco, perché un testo molto
serio è accompagnato da una
grande sensazione di legge-rezza. È una combinazione di
elementi voluta o casuale?
“Il tempo” è una delle mie fi-glie predilette. E mi lusinga
molto che tu abbia notato
questo elemento che caratte-rizza un po’ tutto l’album.
L’ambizione era quella di riu-scire a evocare determinate
emozioni attraverso più sfere
sensoriali, senza mai giudica-re o pretendere di spiegare
uno stato d’animo, ma esclu sivamente raccontandolo dal
punto di vista di chi lo pro-va.
Recentemente sei ritornata in
Marocco. Che cosa significa
quella terra per te? Quanto
conta anche nel tuo percorso
artistico, se conta?
Il Marocco è metà del mio ni-do di origine e più passano gli
anni più mi sento legata a una
terra di cui noto squilibri che
mi fanno tanto arrabbiare per
la distrazione che li ha resi
possibili quanto mi stimola-no a cercare di fare la mia
parte nella costruzione dello
sviluppo e dell’orgoglio che
merita... Artisticamente cre-do che sia responsabile della
mia ossessione per i paesaggi
e finestrini sul mondo. Gli
spazi immensi del Marocco
aprono voragini che so tra-durre solo in canzone o ar-rangiamenti.
Il ricavato del concertone di
domenica, al quale partecipe-rai, andrà alla Comunità di
don Gallo, che ha lasciato
purtroppo orfani i suoi ragaz-zi... Siamo molto contenti di
poterti avere sul nostro palco.
Sono tanto contenta e orgo-gliosa anch’io, che tra l’altro
non vedo un concerto della
Bandabardò dal mojito foot-ball club!
Twitter @viabrancaleone

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