giovedì 13 giugno 2013

22/5/13 - Addio a Manzarek tastierista di Morrison che inventò i Doors

on il suo piano è sta-to la matrice e il mo-tore del suono dei
Doors e grazie al suo
inconfondibile Fen-der Rhodes è diventato uno dei
giganti del rock del ventesimo
secolo. Ray Manzarek, il tastieri-sta che seppe sostenere e valo-rizzare la voce di Jim Morrison, e
che insieme a lui aveva fondato
la band nel 1965 in California, se
n’è andato a 74 anni, poco dopo
la mezzanotte di lunedì, alla Ro-Med Clinic di Rosenheim, in
Germania, dov’era in cura per il
cancro che l’aveva colpito alle
vie biliari. Aveva 74 anni, era na-to a Chicago da una famiglia di
immigrati polacchi ma era cre-sciuto in California.
A lui si devono alcuni dei mag-giori successi dei Doors, anche
se poi attribuiti a tutta la band,
da “The crystal ship” a “Light my
fire”, da “The end” a “Roadhou-se blues”. E il suo tocco inimita-bile è il marchio fondamentale
di uno dei loro brani più famosi,
“Riders on the storm”, per la cui
composizione Manzarek spiegò
di aver attinto alle sue ispirazio-ni più forti: il folk, intorno al qua-le aveva costruito il giro di basso,
il blues e il jazz. Non mancava
nelle canzoni un deciso elemen-to cinematografico e proprio al-l’interno del Dipartimento di ci-nematografia dell’Università di
California, la Ucla di Los Ange-les, Manzarek
aveva cono-sciuto Morri-son, prima di
incontrarlo di
nuovo a Venice
Beach quando,
leggendo le pa-role di quella
che sarebbe di-ventata
“Moonlight
drive”, insieme gettarono le ba-si per la band in cui coinvolsero
il chitarrista Robby Krieger e il
batterista John Densmore. Da
quel giorno la band ebbe un suc-cesso formidabile in tutto il
mondo, arrivando a vendere ol-tre cento milioni di album.
«Sono grato per aver potuto
suonare con lui le canzoni dei
Doors negli ultimi dieci anni,
Ray è stato una parte fondamen-tale della mia vita e credo che mi
mancherà per sempre», ha detto
Krieger apprendendo la notizia.
Dopo la morte di Jim Morrison
nel 1971, infatti, i Doors avevano
tentato di proseguire con Man-zarek alla voce in due altri album
ma senza il carisma di Morrison
il tentativo non aveva incontra-to il favore dei fan. Così, dopo
aver intrapreso una carriera so-lista e firmato alcune colonne
sonore, Manzarek nel 2002 ave-va ripreso l’attività live insieme a
Krieger, riportando con un certo
successo sul
palco le canzo-ni dei Doors.
«Non c’era ta-stierista sul
pianeta più ap-propriato per
supportare le
parole di Jim
Morrison» ha
detto il batteri-sta dei Doors,
John Densmore. «Ray, mi senti-vo totalmente in sintonia con te.
Era come se fossimo una sola
mente, tenendo insieme le fon-damenta su cui Jim e Robby vol-teggiavano. Mi mancherai, mio
fratello musicale».
In un messaggio su Twitter il
chitarrista dei Guns’n’Roses
Slash, interpretando così il pen-siero di moltissimi fan dei Doors
in tutto il mondo, ha scritto: «I
Doors erano il suono di Los An-geles. Riposa in pace Ray, le pa-role non hanno significato ora

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