domenica 3 novembre 2013

L’anima buona di Geoffrey Rush «Leggere salva dagli integralismi» L’attore è un padre adottivo sul set: insegno il valore delle parole

LOS ANGELES — «In tempi in cui
tutti sembrano leggere solo su Inter-net maneggiando telefonini e compu-ter, ma dimenticando libri e giornali,
per me è stata una gioia prendere par-te a un film che rilancia il valore delle
parole, dell’immaginazione e della
poesia contrapposte alla violenza di
ogni guerra e alla frattura dei legami
affettivi e sociali», dice Geoffrey Ru-sh, il grande attore australiano di ci-nema e teatro.
E così Hector Barbossa, il capitano
d’onore in stile dark deiPirati dei Ca-raibi, e il logopedista del balbuziente
Giorgio VI d’Inghilterra, è diventato
un uomo dal cuore vulnerabile inSto-ria di una ladra di libri, trasposizione
cinematografica diTheBookThief(La
bambinachesalvavailibri, Frassinel-li) diretta da Brian Percival («Down-ton Abbey»).
Non aspettava altro perché Rush,
laureato in Letteratura Inglese e uno
dei protagonisti del cinema e del pal-coscenico più colti e preparati, amava
il best seller mondiale (tradotto in 35
Paesi, 8 milioni di copie vendute, 7
anni nella best seller list delNew York
Times) dell’australiano Markus Zusak
ambientato in Germania nella Secon-da Guerra Mondiale, dal 1939 al 1943,
in pieno regime nazista. Il film sarà
sugli schermi con il marchio Century
Fox, in tempo per la corsa agli Oscar, e
vede tra i protagonista la tredicenne
Sophie Nélisse, a fianco di Rush e di
Emily Watson, sua moglie nel film.
«Nel film sono sposato da sempre
con la stessa donna, abbiamo due figli
ormai grandi e sono felice di ritrovar-mi padre adottivo di una giovanissi-ma attrice con un talento ecceziona-le», ride l’elegante signore in giacca di
grisaglia, sciarpa di
cachemire e insepa-rabili occhiali cer-chiati di tartaruga
che nella vita ama la
musica operistica,
Brahms e le parole di
Samuel Beckett. Spie-ga: «A Liesel, così disturbata per la
misteriosa scomparsa della madre co-munista e la morte del fratellino, e
che, adottata, arriva nella nostra casa
in provincia di Monaco, è affidato il
senso profondo di tutto il racconto.
Sono io, Hans, che mai mi ero iscritto
al Partito Nazista, a insegnarle a leg-gere, a superare i suoi traumi. Nello
scantinato darò poi riparo al giovane
ebreo Max, trasmettendo a Liesel i ru-dimenti delle iniziali dell’alfabeto per
capire il valore delle parole, contrap-poste all’orrore di quanto sta accaden-do».
Prosegue: «Il primo libro che Liesel
prende dalle mani del fratellino, che
stava per essere interrato, si intitolaIl
manuale del necroforoe io lo uso per
insegnarle a leggere. C’è sempre un
primo libro che ci fa amare parole e
immaginazione e, come farà Liesel,
anch’io desidero possederli tutti, farli
miei». Fa una pausa, pensieroso, poi
aggiunge: «Mi è accaduta la stessa co-sa con i miei impegni teatrali, con i
film profondi e quelli di avventura ti-po la saga dei pirati o il mio prossimo
kolossal,Gods of Egypt. Credo con
tutto me stesso al valore dell’Arte,
contro ogni tempo cupo di estremi-smi, integralismi, e agli slanci di chi,
come Liesel, pensa anche di poter re-galare una nuvola disegnandola per
l’ebreo Max nascosto nello scantinato
al quale porta pietre colorate, pezzet-tini di stoffa colorata, foglie e persino
un pugno di neve. La voce narrante è
quella della Morte, è “lei” a dirci tutto
quanto accade nel libro e nel film, una
Morte che sa ridere, provare compas-sione se ruba la vita troppo presto a
qualcuno e se vede marciare verso Da-chau esseri senza colpe se non quella,
per chi voleva annientarli, della loro
etnia».
«Sophie — dice Rush — mi ha dato
tanto. L’avevo ammirata in Monsieur
Lazhared è stato bello anche
incontrare altri giovani atto-ri, il piccolo Rudy, che sogna
d i e m u l a re i l ca m p i o n e
olimpionico Jesse Owens im-parando a ribellarsi all’ideolo-gia nazista della super razza».
«È stato un altro regalo che la
carriera mi ha offerto — conclude
Rush —, comeLa migliore offertadi
Tornatore, e vorrei dire a Giuseppe,
alla sua grande sensibilità e creatività,
che inThe Book Thiefla strada tede-sca dove vivono i bimbi si chiama Via
del Paradiso, ma viene distrutta dai
bombardamenti che li costringevano
a rifugiarsi in cantina, dove Liesel sa-peva rasserenare tutti leggendo le pa-gine dei libri che rubava dalla casa del
sindaco o dai falò del Führer».
Giovanna Gra

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