giovedì 7 novembre 2013

Arafat fu assassinato”, il verdetto dei medici Gli specialisti svizzeri: avvelenato con il polonio. Israele: telenovela senza credibilità

BIO SCUTO
RAMALLAH — Centootto pagine
di relazione medica di dieci clini-ci di fama mondiale sulla morte di
Yasser Arafat, vorrebbero mette-re fine a uno dei grandi misteri del
Medio Oriente: il leader dell’Olp
venne avvelenato la sera del 12
ottobre 2004 con il polonio 210.
Tracce evidenti dell’isotopo ra-dioattivo sono state trovate nei
resti di Arafat, riesumati l’anno
scorso a novembre dal Mausoleo
da esperti svizzeri, francesi e rus-si. I risultati del team dell’istituto
di Losanna hanno rivelato nei re-sti del presidente palestinese
concentrazioni di polonio-210 di
almeno 18 volte superiori alla
media, una quantità in grado di
uccidere. Tenendo in considera-zione gli otto anni trascorsi dalla
morte di Arafat e la qualità dei
campioni prelevati, nel rapporto
svizzero si afferma che i risultati
emersi «avvalorano moderata-mente l’asserzione che la morte
sia stata la conseguenza di avve-lenamento da polonio 210».
L’indagine condotta dagli
esperti svizzeri ha portato alla sco-perta di livelli «inaspettatamente
alti» di polonio 210 nei frammenti
di tessuto e ossei di Arafat. David
Barclay, medico legale britannico
di fama internazionale che per  Al
Jazeera ha studiato la relazione
svizzera, ha sottolineato come le
analisi abbiamo evidenziato livelli
di polonio almeno 18 volte supe-riori alla norma nelle costole e nel
bacino di Arafat. «Le analisi dimo-strano che è stato ucciso, è morto
per avvelenamento da polonio.
Abbiamo trovato la pistola fuman-te, non sappiamo chi l’ha impu-gnata».
I servizi segreti israeliani hanno
sempre negato ogni coinvolgi-mento (invocando anche una pro-messa fatta dall’allora premier
Ariel Sharon a Bill Clinton di «non
attentare all’incolumità di Arafat»)
e ieri il governo ha parlato di
«un’interminabile telenovela sen-za alcuna credibilità»
Ma come arrivò il polonio 210 fi-no al vassoio della cena di Arafat la
sera del 12 ottobre 2004? Quali fra i
tanti nemici del presidente palesti-nese, sfuggito ufficialmente a 13
tentativi di assassinio, è riuscito a
penetrare così profondamente
nella Muqata, dove Arafat era asse-diato e circondato solo dalla cer-chia dei suoi fedelissimi? «C’è stato
certamente un traditore», non
hanno dubbi quelli della Preventi-ve Security, i servizi segreti palesti-nesi, il loro intimo convincimento
per anni è diventato una certezza.
Arafat mangiava pochissimo.
Una volta al giorno i suoi body-guard andavano in un popolare ri-storante di Ramallah a prendere
l’unico pasto che consumava du-rante la giornata. Il polonio-210 era
probabilmente contenuto nel ke-bab o nella frutta che Arafat man-giò la sera del 12 ottobre 2004; quat-tro ore più tardi iniziarono i primi
sintomi — vertigini, vomito, nau-sea — di quella che venne scam-biata per un’influenza. Quando su
un elicottero giordano partì verso
Parigi, le tv inquadrarono un uomo
magro, esile, col volto scavato: mo-rirà l’11 novembre del 2004 all’o-spedale militare di Percy senza che
oltre 50 medici francesi fossero sta-ti in grado di capire qual era la “ma-lattia” che aveva ucciso Etienne
Duvet, il falso nome con cui era sta-to ricoverato. «Stiamo rivelando
un vero crimine, un assassinio po-litico», dice oggi ad  Al JazeeraSuha
Arafat, da Parigi. Ma dopo la morte
del presidente palestinese non fu
eseguita alcuna autopsia proprio
su richiesta della vedova, e i suoi re-sti furono riesumati solo nel no-vembre 2012 (otto anni dopo la
morte), dopo che una prima serie
di analisi sugli indumenti persona-li in luglio aveva evidenziato tracce
della sostanza radioattiva che nel
2006 a Londra aveva ucciso nello
stesso modo l’ex spia russa Alek-sandr Litvinenko. Da allora Suha
Arafat avrebbe cominciato ad ave-re i primi dubbi sulla morte del raìs
palestinese. «Adesso questi risul-tati», dice ancora la vedova, «con-fermano i nostri dubbi. È scientifi-camente provato che la sua morte
non fu dovuta a cause naturali e ab-biamo le prove che fu ucciso».
Le rivelazioni sulle conclusioni
degli esperti svizzeri hanno antici-pato gli esiti dell’indagine medico
legale parallela che è stata condot-ta da specialisti moscoviti. Tace
per ora la Commissione d’inchie-sta palestinese guidata dal genera-le Hisham Tirawi — che comanda i
servizi segreti palestinesi — che lu-nedì ha ricevuto le conclusioni de-gli esperti svizzeri. Disvelato, forse,
il primo mistero che alimenta però
un clima di sospetti che riporta in
primo piano le trame che si muo-vevano allora attorno al vecchio
presidente palestinese. Perché
l’avvelenatore è stato uno, o più
d’uno, ma certamente della cer-chia dei suoi fedelissim

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