domenica 20 ottobre 2013

La sfida del re degli scoop “Lascio il Guardian per eBay”

D
allo scoop dell’an-no nasce un’impre-sa che cercherà di
farne uno dietro
l’altro. Glenn
Greenwald, il blogger-giornali-sta che ha scritto per il  Guardian
le rivelazioni del Datagate, la-scia il quotidiano londinese per
fondare un portale di giornali-smo investigativo on line finan-ziato niente di meno che da
eBay, il sito su cui si commercia
liberamente di tutto, uno dei gi-ganti della rivoluzione digitale.
E’ una di quelle alleanze che
potrebbero nascere soltanto dal
web. Greenwald, americano, una
sorta di Robin Hood delle inchie-ste, vive da tempo in Brasile con il
suo partner: se fosse in Gran Bre-tagna rischierebbe di essere arre-stato ed estradato negli Stati Uni-ti come complice di Edward
Snowden, la “talpa” della Nsa e
della Cia che ha fornito a lui, al
quotidiano londinese e al  Wa-shington Post il dossier sulle in-tercettazioni di massa di email e
telefonate da parte dei governi
americani e britannici. Pierre
Omydar, fondatore di eBay, è un
iraniano nato in Francia e natura-lizzato statunitense con una for-tuna stimata in 8 miliardi e mezzo
di dollari, che in passato ha elo-giato su Twitter il lavoro di
Greenwald e ora gli ha fatto «una
di quelle offerte che capitano una
sola volta nella vita», come la de-finisce lo stesso protagonista.
Non è perciò qualche dissenso
con il  Guardianall’origine della
decisione di lasciare il giornale e
mettersi in proprio, bensì la pos-sibilità di creare qualcosa di più
grosso, un’agenzia online di cac-ciatori di scoop, con vasti mezzi e
grandi ambizioni.
Il nome della nuova organizza-zione non è ancora noto. Si sa
però che ne faranno parte, oltre a
Greenwald nei panni di direttore,
Laura Poitras, la documentarista
che lo ha messo per prima in con-tatto con Snowden, e Jeremy
Scahill, un giornalista esperto di
questioni di sicurezza nazionale
che ha lavorato finora a The Na-tion , storico settimanale di sini-stra americano. Ma di assunzioni
ce ne saranno molte altre, lascia
capire il neo-direttore, così come
sedi a New York, Washington e
San Francisco e indagini in ogni
campo. Omydar aveva già dimo-strato il suo interesse per i media
d’inchiesta finanziando l ’Hono-lulu Civil Beat, una testata delle
Hawaii il cui pezzo forte era il gior-nalismo investigativo e che ora si
è alleata con l’ Huffington Postper
creare il sito HuffPost Hawaii.
In America finora esisteva un
solo sito dedicato agli scoop inve-stigativi,  ProPublica , che ha già
vinto un premio Pulitzer dimo-strando quanto il web possa or-mai fare concorrenza a giornali di
carta con storia centenaria. «La
decisione di lasciare il  Guardian
non è stata facile, abbiamo avuto
una collaborazione estrema-mente fruttuosa e soddisfacente,
ho grande rispetto per il giornale
e per i giornalisti con cui ho lavo-rato e sono incredibilmente or-goglioso dei risultati che abbia-mo raggiunto insieme - afferma
Greenwald - ma questa era una ti-pica offerta che non si può rifiuta-re. Saremo pieni di soldi, non
avremo alcuna particolare ideo-logia politica, sebbene mettere in
piedi un’organizzazione che usa
il giornalismo per inchiodare il
potere alle sue responsabilità è in
un certo senso un’ideologia».
Il direttore del Guardian,Alan
Rusbridger, si è detto “dispiaciu-to” di perdere Greenwald, una fir-ma di prestigio del quotidiano
progressista inglese, autore di va-ri scoop, ma ha detto di compren-dere le ragioni della sua scelta e gli
fa gli auguri per la sua «nuova e
molto interessante avventura».
Greenwald è anche l’unico ad
avere l’intero archivio di docu-menti riservati forniti da Snow-den ai giornali, un tesoro scot-tante che sarebbe stato sicura-mente requisito se fosse stato
nella sede del Guardian(anche
per questo il suo direttore ne ha
mandato una copia a un destina-tario segreto negli Usa).
Proprio ieri il primo ministro
britannico David Cameron ha
detto in parlamento che secondo
lui il Guardian dovrebbe essere
messo sotto inchiesta per avere
pubblicato le rivelazioni di Snow-den. Nuovi dati sulla mole im-mensa di intercettazioni sono
stati pubblicati dal  Washington
Post : in un solo giorno, nel 2012, la
National Security Agency ameri-cana ha intercettato 444mila liste
di contatti email da Yahoo, 82 mi-la da Facebook e 33mila da Gmail.
Gli scoop sul Datagate, insomma,
andranno avanti, anche con
Snowden in esilio a Mosca e
Greenwald praticamente impos-sibilitato a tornare negli Usa: per-fino il suo partner, David Miran-da, rischia l’arresto se andasse in
America, mentre in Brasile la cop-pia si sente relativamente al sicu-ro. A loro del resto basta poter na-vigare sul web, non hanno biso-gno di spostarsi fisicamente per
fare inchieste e rivelazioni.
Paradossalmente, però,
Greenwald avrebbe voluto aspet-tare ancora qualche giorno prima
di rendere pubblica la sua nuova
iniziativa: ma è stato bruciato da
una soffiata, la notizia ieri circola-va già su internet e allora il diretto
interessato ha deciso di annun-ciarla subito. Anche il re degli
scoop, nella nuova era digitale, ne
ha subito uno sulla propria pelle

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